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Serena Giannini, voce nera si racconta al TwitMix Project

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Monday, 27 September 2010
Recensioni

Cari Twitters,

siamo onorati di presentarvi un’artista singolare ed imperdibile: Serena Giannini.

Andiamo a leggere l’intervista che ha rilasciato in esclusiva per il TwitMix Project

Ciao Serena, benvenuta al nostro appuntamento col TwitMix consiglia. Vuoi parlarci di te e del modo in cui sei stata scelta dalla musica?

Mi chiamo Serena Giannini. La mia passione per la musica è nata casualmente quando, all’età di 6 anni vidi per la prima volta Jimi Hendrix suonare in tv.

Colpita dal suo straordinario talento, cercai di emularlo costruendo col traforo una piccola chitarra elettrica, alla quale mio padre fissò dei minuscoli elastici. Dal balcone di casa facevo i miei primi, stonati concerti, sognando un futuro di artista.

Il reale approccio alla musica avvenne un anno dopo, quando i miei genitori mi regalarono una piccola tastiera Bontempi. La conservo ancora: grigia e con i tasti bianchi e neri.

Ore ed ore trascorse nella mia stanza nel tentativo solitario di riprodurre a memoria le colonne sonore di film come Il padrino, Love Story e Rocky.

In seguito, visto che la mia passione cresceva, studiai pianoforte presso una scuola privata ed a 10 anni i miei genitori mi regalarono il primo strumento.

Al termine degli esercizi di musica classica, suonavo e cantavo pezzi moderni. A 17 anni iniziai ad esibirmi con il pianobar e a 19 decisi di studiare canto per approfondire questo importante strumento che è la voce.

C’è un artista in particolare che ha ricoperto un ruolo centrale per la nascita della tua passione musicale?

Nel classico Johann Sebastian Bach e nel jazz, blues, R&B e gospel la straordinaria Etta James.

In particolar modo la sua voce grintosa, mi stimolava a cantare e a studiare questo genere musicale che sentivo affine alla mia anima.

Chitarra e pianoforte sono gli strumenti che hanno segnato tappe importanti nella tua storia musicale. Vuoi condividere con noi due ricordi che associ alle emozioni che essi ti hanno lasciato sulla pelle?

Non ho mai studiato la chitarra, anche se riconosco di aver vissuto, attraverso questo strumento, il mio primo importante approccio alla musica. Il pianoforte resta il primo, grande amore della mia vita artistica. La magia degli accordi destava in me emozioni sconosciute. Una forte timidezza tuttavia m’impediva di esibirmi dinanzi ad un pubblico.

Fu mia madre che, ascoltandomi per la prima volta, mi incoraggiò ad affrontare i tanti saggi scolastici.

A soli 13 anni, dopo aver eseguito opere di autori come Fryderyk Franciszek, Chopin, Johann Sebastian Bach e Claude-Achille Debussy, ero l’unica della classe a proporre un’inedita opera classica di mia composizione. A digiuno di ogni cognizione tecnica, fu allora che scoprii quanto il comporre fosse per me non soltanto una cosa spontanea, ma rappresentasse l’impellente bisogno di esprimere me stessa attraverso la musica.

Il tuo strumento principe, però, è la voce. Una voce molto particolare, dalle numerose potenzialità. Qual è il tuo rapporto con essa?

A 19 anni studiai con una maestra di canto molto ligia alla tecnica ed alla precisione. Da lei appresi non solo le nozioni relative a vocalizzi e respirazione, ma soprattutto la consapevolezza dello strumento che avevo in dote. Allo stato attuale potrei definire la mia voce “cangiante” in quanto si presta con naturalezza alla black music, sebbene il mio aspetto fisico non rispecchi affatto la timbrica della mia voce. Tendenzialmente posso dirti che non sono mai abbastanza soddisfatta degli obiettivi raggiunti, e quindi cerco costantemente di migliorare ed ottenere di più dalla voce. Magari sfidandomi anche su altri generi musicali, ricercando nuove sfumature che potrebbero ritornar utili per la composizione di nuovi pezzi.

Come definiresti il tuo genere musicale?

Il mio genere musicale crea una particolare atmosfera blues con sfumature pop. Ma questo dipende molto dai testi che scrivo. Se canto e compongo in italiano, tutto cambia. Interpretazione e stile diventano un mix di De Andrè, Mina e Tenco. Abbandonando i toni blues, ecco che la mia voce diventa più poetica. Cantautoriale, appunto.

Sembra che nelle tue canzoni tu abbia trasportato le emozioni tipicamente jazz di Ella Fitzgerald nelle atmosfere elettroniche di trip pop che ricordano Goldfrapp, Portishead, Massive Attack. Condividi questa sensazione?

Si! Condivido appieno questa tua sensazione. Potrei dire che questo genere abbia influenzato spontaneamente le mie composizioni. Col tempo, studiandoci sopra, ho inciso un album con l’intento di trasferire al pubblico esattamente questo tipo di conoscenza.

Il tuo album, Beyond the moon, è stato pubblicato nel 2010 ed è stato prodotto, arrangiato e registrato da te, vero? Come mai proprio questo titolo?

Esatto. Il titolo “Beyond the moon”, prende spunto da una canzone contenuta nell’omonimo album.

Il testo, tratto da una storia vera, narra di un incontro d’amore. Stesa sul granturco, fra le braccia del mio amato, andavo oltre la luna..

La tua voce si presta bene ad interpretare canzoni in lingua inglese, troviamo tuttavia nel tuo album delle canzoni in italiano, la scelta di bilinguismo è dettata, forse, da progetti futuri di CD esclusivamente in italiano?

Si, è così. Giusto in questo periodo sto componendo delle nuove canzoni con l’idea di produrre una compilation tutta in lingua italiana. Questa è per me una sfida molto stimolante.

Siamo rimasti colpiti particolarmente da una canzone contenuta nel tuo album: Enigma, col suo ritmo accattivante crea un’atmosfera magica. Puoi raccontarci la sua nascita?

Avevo fatto un lavoro di introspezione, attraverso il quale sono emersi alcuni lati oscuri della mia anima. Compresi di provare sottili paure che finivano per influenzare la mia vita. Per superare questo stato d’animo, decisi di scrivere una canzone. Così è nato Enigma, un pezzo a me caro, che mi ricorda come attraverso l’arte si possa persino “guarire”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Rhode Island. Un viaggio di lavoro e di specializzazione in America. Un nuovo album in lingua inglese ed una compilation in lingua italiana, con l’idea di sviluppare le originali atmosfere che ho in mente.

Sono in programma dei concerti, delle serate dove potremmo avere la possibilità di ascoltarti Live?

Qui in Italia per il momento non sono previsti concerti, anche e soprattutto perché mi sto dedicando alla composizione di nuovi pezzi.

Puoi consigliare ai nostri TwitMixers dei siti dove possono seguirti?

Consiglio ai carissimi amici TwitMixers di seguirmi sul mio sito www.serenagiannini.com oppure di contattarmi attraverso i social network myspace e facebook.

Grazie, Serena, della tua disponibilità e alla prossima TwitMix avventura!

STAY TWEETTUNED

© 2010 – 2013, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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