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Chiara Ragnini cantautrice rivelazione dell’anno

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Friday, 11 May 2012
Pop

Cari TwitMixers,
oggi tocca a Chiara Ragnini, giovanissima cantautrice genovese, che col suo viso d’angelo e la sua freschezza ha vinto il premio Donida 2011. Ve la proponiamo nell’intervista che ha rilasciato in esclusiva al TwitMix Project

Siete pronti ad iniziare il viaggio alla scoperta di Chiara Ragnini?

Premio Donida 2011, Roxy Bar, Sanremo Social 2012, TG1 Note sono i suoi successi più recenti.

Si parte…

– Ciao Chiara, ti diamo il nostro caloroso benvenuto sul TwitMix Project. Iniziamo il viaggio alla scoperta di te e della tua musica.

– Guardando la tua discografia, dal 2008 al 2011, si capta immediatamente un cambiamento, una trasformazione. Vuoi presentare a noi e ai nostri lettori chi era Ceanne McKee e chi, invece, è Chiara Ragnini oggi?

Nel 2008 ho deciso di farmi conoscere al mondo nascondendomi dietro ad uno pseudonimo dal sapore anglofono: il motivo principale riguardava le mie prime canzoni, per la maggior parte in inglese, e l’amore per l’Inghilterra e l’Irlanda. Grazie a Wonderland, primo EP autoprodotto e realizzato tutto da sola in casa con il pc, una chitarra e una tastiera, ho avuto modo di cominciare a farmi conoscere oltre i confini della mia regione. Alla fine del 2009, dopo la laurea specialistica in Informatica, sono andata via da Genova per trasferirmi nel ponente ligure, dove attualmente vivo: il cambiamento è stato per me un importante momento di crescita al quale si sono susseguiti innumerevoli eventi importanti, fra i quali l’incontro nell’inverno 2010 con Franco Zanetti e Massimo Cotto grazie a Radar, laboratorio di talenti che mi ha vista partecipare ad una settimana di perfezionamento musicale insieme ad altri musicisti e autori del Nord Italia, incontrando autori, discografici e professionisti del settore. Per me quell’esperienza è stata un momento di grande confronto ed una vera e propria svolta: in quel momento ho intrapreso definitivamente la strada dell’italiano e ho capito che avrei dovuto impegnarmi davvero fino in fondo nel mio progetto musicale per portarlo a termine ma, soprattutto, a crederci con tutta me stessa.

– Com’è cambiata la tua musica da Wonderland (2008) a Il giardino di rose?

Fra prime canzoni e il mio modo di scrivere attuale la differenza principale consiste nella maggiore consapevolezza e attenzione a ciò che scrivo: mi lascio sempre guidare dall’istinto e dalla creatività, ma lavoro con maggiore cura ai testi e alla struttura melodica della canzone. Parto dalla prima idea, quella che nasce dal cuore, e cerco di elaborarla e completarla nel migliore dei modi possibili sia dal punto di vista dei contenuti che della musica.

– Dalla tracklist di Il giardino di rose si percepisce un tuo rapporto particolare con la natura. Dove hai trovato l’ispirazione per la composizione del tuo primo album ufficiale?

Sicuramente il passaggio dalla città alla campagna ha influito non poco sulle tematiche che caratterizzano questo disco. Ho sempre amato la natura, gli animali, il mare, i boschi, sono ambienti che mi danno serenità, pace e sicurezza, luoghi nei quali riesco a ritrovare me stessa e in cui amo ogni tanto rifugiarmi quando il caos della città diventa soffocante. La lontananza da Genova, la mia città, ha anche essa influito sulla composizione: Genova mi manca e la musica è in grado di riempire certi vuoti che altrimenti resterebbero tali.

– Vuoi ripercorrere con noi i momenti più belli della tua carriera musicale, dal Premio Donida a Sanremo Social 2012?

L’ultimo anno e mezzo è stato ricco di momenti meravigliosi e importanti per la mia crescita personale e professionale e amo ricordare sempre due momenti particolari: uno di questi è di certo il Premio Donida, prestigioso riconoscimento che ho ricevuto lo scorso inverno a Milano e che mi ha portato davvero fortuna, permettendomi di entrare in stretto contatto con i professionisti del settore e ancora una volta regalarmi la forza di andare avanti con grande costanza con il mio progetto musicale.
Il secondo momento è invece la mia partecipazione al Restauro in Festival, una bella rassegna curata da Pepi Morgia, importantissima figura del panorama musicale e artistico internazionale purtroppo scomparso di recente, che si è svolta nell’entroterra del ponente ligure e durante la quale ho avuto l’onore di suonare la chitarra di Luigi Tenco: l’emozione in quel momento è stata grandissima – e non vi dico la paura di rovinare uno strumento così prezioso.

– Qual è stata la tua reazione al primo ascolto di una tua canzone trasmessa dalle radio?

E’ stata una sensazione molto gratificante ed emozionante: presa dall’entusiasmo ho poi chiamato subito i miei genitori per avvisarli della cosa e ogni volta è sempre una bella soddisfazione.

– La tua musica comunica leggerezza e allo stesso tempo non rimane frivola, sa coinvolgere col ritmo avvolgente e con le immagini che riesci ad evocare con le lyrics. Quali sono i momenti in cui ricevi maggiormente il dono dell’illuminazione compositiva?

Il processo creativo rimane per me ancora un grande mistero: l’ispirazione può arrivare quando sono in macchina da sola, solitamente in coda nel traffico, oppure in casa in un momento di tranquillità. In generale, arriva sempre quando ne ho maggiormente bisogno, come se il mio cervello lo percepisse. L’ispirazione arriva dritta come una luce accecante negli occhi e un formicolio nelle mani: a quel punto inizio a cantare o prendo in mano la chitarra e spazio con la fantasia.

– I tuoi strumenti sono la voce e la chitarra. Ricordi il momento in cui hai deciso di voler iniziare a suonare la chitarra?

Avevo 13 anni quando ho iniziato a studiare chitarra: il primo giorno di lezione sono arrivata tutta convinta con l’aria birichina di chi pensa di sapere già tutto. Mi sono seduta e ho imbracciato la chitarra al contrario. Non vi dico le risate del mio insegnante di allora: meno male che l’aveva presa bene! Da allora la chitarra è diventata la mia coperta di Linus: sono inseparabile da questo strumento, mi fa sentire protetta, anche se mi piacerebbe trovare l’occasione giusta per stare sul palco soltanto con la mia voce.

– Quali sono i tuoi modelli musicali?

Non ho particolari punti di riferimento, a dire il vero. Ascolto tutto ciò che sappia emozionarmi, senza limitazioni di genere. Quando scrivo, però, mi soffermo sull’aspetto pop della canzone, inteso come popolare, ossia accessibile alla maggior parte delle persone: la musica è prima di tutto un mezzo di comunicazione, fortissimo peraltro, e il mio obbiettivo è comunicare attraverso le parole e la melodia, cercando di farmi capire da un pubblico più ampio possibile.

– Sei una musicista nerd, che ruolo ricopre la musica nella tua giornata?

La musica occupa tutto il mio tempo libero: nella vita di tutti i giorni sono software engineer per una importante software house del ponente ligure, per cui il mio tempo libero è davvero poco! Ma sufficiente, per il momento, per curare nei minimi dettagli il mio progetto musicale e dedicarmi all’ascolto e alla scrittura.

– Quali sono i tuoi progetti musicali per il prossimo futuro?

In questi mesi stanno nascendo tante nuove canzoni: spero per il prossimo anno di lavorare ad un nuovo disco e riuscire a fare della musica il centro nevralgico di tutta la mia vita.

– Qual è il fine ultimo della tua musica?

Il fine ultimo della mia musica è emozionare, trasmettere serenità e rendere felici.

– Dove e quando i nostri lettori potranno vederti in una performance Live?

Attualmente sto promuovendo Il Giardino di Rose e stanno crescendo gli appuntamenti che mi vedranno live durante la primavera e l’estate: martedì 15 maggio sarò a Roma al The Place, importantissimo palcoscenico della Capitale, e giovedì 24 maggio all’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, fra i più rinomati festival nazionali dedicati alla chitarra acustica e ai migliori chitarristi di tutto il mondo. A queste date se ne stanno aggiungendo altre in via di conferma, perciò vi invito a restare sempre aggiornati sui prossimi appuntamenti direttamente dal mio sito ufficiale www.chiararagnini.it

– Vuoi lasciare un messaggio ai nostri TwitMixers?

Certamente! Se siete arrivati fino a questo punto significa che avete letto l’intervista tutta d’un fiato, perciò grazie! Seguite sempre i vostri sogni e non lasciatevi mai abbattere dalle difficoltà o dall’indecisione. Siate costanti, coerenti e credete sempre in quello che state facendo. E naturalmente seguitemi!

– Grazie del tuo tempo, Chiara, in bocca al lupo per la tua carriera musicale e #STAYTWEETTUNED

Che artista e che persona stupenda!

Correte ad acquistare l’ultimo release di Chiara Ragnini Il giardino di rose

Il Giardino di Rose - Chiara Ragnini

© 2012, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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