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Madonna: il MDNA tour 2012 sbarca a Roma

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Friday, 15 June 2012
Concerti

Madonna arriva in Italia per meravigliare e per trasmettere i suoi messaggi.

Ecco la recensione del live di Roma del MDNA tour, che vi dice la verità sullo show, a differenza di quelle che sono cariche di pregiudizi e malafede.


Provocatoria, irriverente, sexy è così che si è subito presentata la Queen al pubblico di Roma, che l’ha attesa per più di un’ora, dopo essere stato intrattenuto dalla super performance del DJ Martin Solveig, che ha riscaldato l’Olimpico nell’esaltazione di Madonna, come unica ed indiscussa Regina del Pop.

Qualche minuto dopo le 22, i fans vengono subito avvolti da un’atmosfera gotica e sacra, dominata da ballerini travestiti da monaci, che sembrano dare vita ad un rito, volto ad evocare, con canti, che ricordano quelli gregoriani, Madonna.

Madonna non delude i suoi “fedeli” e scende in preghiera all’interno di un confessionale. Solo un’ombra si percepisce,ombra che ricorda i contorni di una statua di Santa del Seicento, avvolta da un velo e da una corona. L’ombra perde la sua staticità, si alza in piedi e rompe, armata, il vetro della teca e fa crollare le pareti della Chiesa.

Un gesto forte, che non ha tardato a richiamare su di sé le critiche dei religiosi.

Ha inizio così il MDNA Tour 2012 italiano.

La performance di Madonna non conosce playback ed è una delle migliori di sempre.

La scaletta del concerto rispetta la stessa struttura tematica dell’album MDNA e si rivela un viaggio tra vita e morte, tra sogno e realtà, tra razionale e irrazionale. Un viaggio dalle tinte contrastanti: oniriche, esoteriche, erotiche, solari e spirituali.
Lo spettacolo che propone Madonna è anche una metafora dell’atto introspettivo che accade quando l’uomo si riconosce peccatore e cerca di avviare un processo catartico verso la redenzione e la liberazione dal peccato.

La prima parte del live (Girl Gone Wild, Revolver, Gang Bang, Papa Don’t Preach, Hung up) è trasgressivo e rappresenta una sorta di “caduta dell’angelo” nel baratro infernale.
Ballerini – demoni accompagnano la Bad-Girl, che si cala nei panni di una crudele gangster, attraverso i gironi vorticosi musicali, tra fiamme e ritmi incalzanti.

Le canzoni I Don’t Give A, Express Yourself/Born This Way animano la seconda parte del concerto, decisamente Rock Style. In questa sezione primeggia la contesa Madonna – Lady GaGa col mash-up di Express Yourself – Born This Way, nel quale la Queen del Pop intende smascherare ancora una volta Miss Germanotta e non le perdona di aver plagiato una delle sue hit più belle di sempre.

Davvero emozionante e suggestivo il finale di I don’t give A in cui Madonna consacra il culto della sua icona, facendosi elevare su un piedistallo e tende la sua mano verso il rosso crocifisso.

Ora è arrivato il momento in cui Madonna si trasforma in cheerleader e con tanti percussionisti a ritmo di tamburi riscalda sempre di più l’Olimpico col ritmo di Give me all your luvin’.

Il brio di Turn up the Radio, passando attraverso Open Your Heart, sfuma in Masterpiece momento davvero magico ed intimo.

Il primo video interlude è quello della bellissima Justify My Love, che fa da preludio alla nuova sezione del Tour, quella glamour, che è un viaggio all’interno della sensualità, in tutte le sue manifestazioni.

Davvero di impatto e da brivido è la stupenda Vogue, seguita da Candy Shop e Human Nature.
E’ il momento dell’ambiguità, della trasgressione, di quella Madonna anni ’90 che reinventa il suo classico body in chiave moderna.

Strettamente collegata a questo stupendo tris di brani è Like a Virgin, momento in cui Madonna mostra il suo lato B e sfoggia dietro la schiena una scritta NO FEAR, con la quale intende alludere a uno scherzetto dedicato al Santo Papa.
Questa volta Like a Virgin è presentata in una versione valzer, molto lenta e sensuale, i gesti sono tutti studiati per provocare e lasciare spazio all’immaginazione, visti i velati riferimenti erotici a cui vuole rimandare la fantasia del pubblico.

L’erotismo sofisticato, soft e glamour di questa sezione viene sostituito da un nuovo interlude, che fa tornare il pubblico con i piedi per terra.
E’ arrivato l’attesissimo video contestazione Nobody knows me. L’inizio è molto eloquente e critica la falsa e pilotata informazione dei media Non voglio più bugie, Non guardo la tv, Non spreco il mio tempo Madonna denuncia tutte le difficoltà che il mondo sta vivendo, scorrono immagini di crudeltà, di violenza, di contestazione. Madonna, assumendo varie identità, dopo aver denunciato la guerra passa a contestare i pregiudizi e i protagonisti della storia mondiale che li hanno diffusi, in Nobody knows me si scaglia contro i crimini del bullismo omofobo, sullo schermo vengono proiettate le immagini dei giovani Tyler Clementi, Asher Brown, Robbie Kirkland, Seth Walsh, Kenneth James Weishuhn, Carl Joseph Walker-Hoover suicidi, perché perseguitati per essere gay.

Dopo il video interlude di denuncia segue, con I’m addicted e I’m a sinner, una sezione dallo spirito più libero, che infonde una sensazione di viaggio e di gusto per l’esotico. Le sonorità, le luci e i colori sono ben diversi dai toni che hanno animato la prima parte del concerto

La catarsi raggiunge il suo pieno compimento con la splendida Like A Prayer quando sul palco, arriva la Queen accompagnata dal coro.

Inizia la festa che si conclude con Celebration con un tripudio luci e di suoni.

Madonna saluta i suoi fans e improvvisamente lo show finisce, lasciando un vuoto incolmabile dopo due ore intense di musica e di emozioni.
Un vero spettacolo, non solo di effetti speciali ma di musica e di talento.
Veronica Ciccone ha dimostrato di essere l’unica Queen, a dispetto delle critiche, degli invidiosi e degli ipocriti.

Purtroppo la critica non ha ancora imparato che, prima di poter recensire nel bene e nel male una performance di Madonna, bisogna conoscerla, addentrandosi nel vivo della sua cultura.

#STAYTWEETTUNED

© 2012, Antonella Corsetti. All rights reserved.

Antonella Corsetti

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