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Niccolò Bossini, il chitarrista di Ligabue, parla del suo nuovo album e di acasatour

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Sunday, 02 February 2014
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Ciao Niccolò vuoi raccontare ai nostri lettori della bellissima iniziativa #acasatour ?

Nasce un po’ come esigenza sia perché è un’idea originale, anche perché mi sembra che in Italia non abbia ancora preso piede. In un’intervista con Radio 105, in occasione del mio secondo lavoro, erano rimasti molto colpiti perché pensavano che nel mondo non era stato mai fatto questo esperimento. Mi sono ispirato all’iniziativa dei Foo Fighters del garage tour. Io ho voluto adattare quello che hanno fatto 3 anni fa i Foo Fighters nei garage alla realtà italiana, così ho voluto portare a casa dei fans questo mini-tour. Noi portiamo nelle case una produzione completa, noi facciamo un vero concerto. Anche perché ultimamente è molto difficile procurarsi serate, concerti, ci sono pochi spazi per noi artisti. I locali preferiscono le tribute band.

Qual è stato il feedback dei primi due appuntamenti di #acasatour a casa di Martina e di Stefano?

È sempre un’avventura, perché fino a un’ora prima non sappiamo se effettivamente è realizzabile. La reazione della gente ci fa davvero felici. Dopo l’uscita dell’ep la gente canta e suda con noi.
È bella l’interazione coi miei fans che ho a un metro dall’asta. È bello comunicare senza filtro, senza distanza. Dopo un primo momento di smarrimento, si abbattono tutti i muri. È bello perché sei lì in questa casa, puoi chiedere alla gente se è piaciuto, cosa pensa dell’album, poi foto autografi dal vivo.

Il 29 ottobre del 2013 sei uscito con questo tuo secondo lavoro, disponibile in digital download, Hanno avuto successo “non si sceglie”, “cosa pensi da me”, come mai hai deciso di intitolare il tuo nuovo singolo “Alcatraz”?

È un omaggio a un film che avevo visto in quel periodo e perché mi ricordo che da bambino quando avevo sentito il nome non sapevo cosa fosse. È un nome evocativo, molto duro così come è dura la cosa che rappresenta, la prigione, io volevo creare una metafora delle cose che si vorrebbero cambiare nella vita. Per me fuggire significa voler cambiare qualcosa. Per abbattere dei muri bisogna organizzare qualcosa che ti permetta di cambiare. La vita è una continua fuga da noi stessi per approdare a porti migliori, dai quali si cercherà nuovamente di fuggire

Tu infatti sei approdato ai Soud City Studios di Los Angeles, che sensazione hai provato?

È stata un’esperienza memorabile. Io ho avuto la fortuna, avevo guardato un documentario fatto al Sound City, ne avevo parlato con Michael Urbano, il batterista di Ligabue, e lui conosceva il proprietario, poi si sono combinate le possibilità abbiamo lavorato bene. LA è bellissima, è stata un’esperienza folle ma molto intensa. È andata molto bene abbiamo fatto 2 giorni in studio e 3 pezzi. È stata un’esperienza surreale, perché registri in quegli studi dove registra anche Madonna.

L’album è stato prodotto anche da Kevin?

È il nuovo proprietario di Sound City, è il referente di cui mi parlava Michael e il produttore di The Lumineers. È collezionista di strumenti vintage. Lo ha avvicinato a noi il cibo, perché all’inizio non sarebbe dovuto restare a registrare con noi, poi, quindi, ci ha invitato a suonare senza metronomo, tutti insieme, in piedi. Sono stati dei suggerimenti molto importanti che hanno fatto la differenza.

Qual è il pezzo che ti ha più emozionato registrare?

“Alcatraz”, perché era il pezzo durante il quale Kevin è entrato in studio e da lì è iniziata la magia
Mi sono molto emozionato.

Qual è il ricordo che ricolleghi alle tue prime esperienze musicali?

Si va indietro di 20-21 anni, coi miei amici facevamo delle cover degli Iron Maiden, ci serviva un batterista, quando aveva accettato un ragazzo più grande di noi, bravissimo, quando ho sentito che la musica fluiva, mi si è stampato un sorriso “ebete” in faccia. E tutte le volte che sento che la musica è fluida e funziona mi si stampa sempre quel sorriso.

Vuoi raccontarci gli inizi con Ligabue?

Suono con lui dal 2005. Avevo saputo che faceva un provino, i pezzi del provino erano 5, Luciano dopo 3 pezzi è andato via, mi ha stretto la mano, dicendomi che ci saremmo visti presto. È stato amore a prima vista. Anche questo è stato un momento da sorriso “ebete”. Luciano mi ha cambiato la vita ed ora sono parte integrante della sua band e sono un elemento importante anche per la scelta dei suoni.

Dopo il successo delle date di gennaio di #acasatour ci sarà una seconda parte ?

La mia attività continuerà, andrò in tour con Luciano, poi continuerò con #acasatour, ci hanno richiesto anche all’estero, non è escluso che si possa andare in Inghilterra, Londra, poi mi piacerebbe fare una data proprio nel mio paese di origine!

A Luciano è piaciuto il tuo EP?

Non ne abbiamo parlato. Non ho potuto fare la cortesia di regalargli una copia, visto che esiste solo in formato digitale. Non ci confrontiamo, poi, molto su queste cose.

Grazie, Niccolò, della tua disponibilità, in bocca al lupo per i tuoi progetti e ala prossima intervista!

Grazie a voi!

#STAYTWEETTUNED

© 2014, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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