Roberto Cacciapaglia presenta Alphabet. Domani primo live all’Auditorium Parco della musica di Roma

Roberto Cacciapaglia presenta Alphabet. Domani primo live all’Auditorium Parco della musica di Roma

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Thursday, 05 June 2014
Concerti

Domani, 6 giugno 2014, l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospiterà il concerto di apertura del Tour Alphabet del Mº Roberto Cacciapaglia.

Abbiamo incontrato il Maestro, che ci ha parlato del tour, ecco l’intervista.

Bentornato, Maestro, a bordo del TwitMix Project. È un piacere per noi intervistarla ancora.

Buonasera sono contento di essere qui e soprattutto di fare questa intervista

1) Maestro, la sua ultima volta live a Roma è stata il 27 gennaio del 2012, serata di apertura del Tour 2012, il 6 giugno 2014 tornerà, dopo due anni, a far risuonare con le sue note la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco Della Musica. Il prossimo tour sarà un piano solo o sarà caratterizzato come l’ultima volta dalla formazione trio Cacciapaglia, Mikami, Dionigi magari con l’aggiunta dell’elemento vocale?

Quello del 6 giugno sarà un lavoro particolare, essenzialmente pianistico, però ci saranno due postazioni elettroniche e una soprano. Stiamo preparando un lavoro sulla propagazione del suono, in linea con le registrazioni che ho fatto. Ciò che voglio raggiungere è una dimensione sonora propagata in tutto lo spazio: ci saranno 12 altoparlanti, che avvolgeranno completamente il pubblico, quindi non sarà solo un ascolto frontale, ma il suono giungerà da ogni direzione, il tutto sarà accompagnato da un gioco di luci e da proiezioni film, ci sarà, quindi, una regia film, un esperimento mai affrontato da me prima.

2) Nelle atmosfere che animano i suoi album, anche in Alphabet del resto, spesso la voce femminile ricopre un ruolo molto importante. Cosa simboleggia per lei la donna all’interno della sua arte?

L’aspetto femminile è straordinario. Per quanto riguarda la mia musica e in riferimento alle sonorità che voglio proporre io cerco di introdurre nei pezzi cantati una soprano da musica non tanto lirica ma sacra e barocca, voci poco vibrate che danno la sensazione di essere antiche ma anche modernissime, non storicizzate, lo stesso lavoro che ho fatto con gli archi con la Royal philarmonic orchestra. Ciò che io cerco sono una sonorità e una vocalità fuori dal tempo.

3) Cosa rappresenta per lei il momento del concerto?

Il momento del concerto è il più importante per il rapporto diretto col pubblico, è il mio lavoro di presenza fisica e spirituale, in cui, con la massima concentrazione emotiva, mi piace immaginarmi comunicare come una freccia che, partendo dalla mia arte, cerca di dar vita a una comunione col suono che produco e col mio pubblico. Il CD, invece, è una sorta di documentazione, il vero rito musicale è proprio quello dal vivo.

4) Può anticiparci qualcosa sulla scaletta che proporrà al pubblico dell’Auditorium?

Saranno 8 brani tratti da “Alphabet” e poi non posso rinunciare agli altri, ormai storici, come “Atlantico”, “How Long”, Sarabanda, Floating.

5) Più volte, nelle interviste col TwitMix Project, ha esternato il suo amore per Roma. Cosa la affascina della capitale? Ha mai pensato di comporre un album sulle suggestioni che le evoca la classicità?

Assolutamente. Non c’è bisogno di parole. Roma è straordinaria: è l’antichità, è la modernità, è tutto. Sembra palesarsi la città fuori dalla dimensione temporale: è potenza, è bellezza, è, per fare una citazione, “La grande bellezza”. È sicuramente per me motivo di felicità e di ispirazione partire col mio Tour proprio da Roma.

6) Quale suo live porta sempre nel cuore?

I concerti di Mosca, San Pietroburgo ed Istanbul sono stati molto particolari e per me molto emozionanti. Mi ha commosso vedere un altro pubblico, diverso da quello italiano, che ti accoglie con calore e affetto. Il concerto di Mosca è stato fantastico, tornerò in questa città il 13 giugno, dopo la data di Firenze.

7) Qual è, invece, il concerto a cui ha assistito che l’ha colpita maggiormente?

In India a Varanasi, durante la rappresentazione del Mahabharata, opera antica indiana, con cori che si rispondevano a distanza di chilometri, nella piana del Gange, durava sette ore, quindi tutta la notte, è stato un momento davvero straordinario.

Grazie Maestro della Sua Disponibilità. A domani!

Grazie a Lei, è sempre un piacere

#STAYTWEETTUNED

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Antonella Corsetti

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