Suor Cristina vince ma non convince. The Voice of Italy perde credibilità?

Suor Cristina vince ma non convince. The Voice of Italy perde credibilità?

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Sunday, 08 June 2014
News

Un finale non a sorpresa quello della seconda edizione di The Voice Of Italy, che non ripaga la fedeltà di tutti quei telespettatori che speravano in un colpo di scena conclusivo, in quanto,
fin dalla Blind Audition in cui si è esibita Suor Cristina e per la risonanza mondiale della sua partecipazione al programma, si vociferava che avrebbe vinto.
Anche le interviste, proibite ai più, concesse, invece, da subito a Cristina, hanno alimentato le voci su una qualche macchinazione.

Pur non mettendo in dubbio le doti canore di Sister Ax, quest’anno, a The Voice, è chiaro, ha vinto il personaggio.

Triste sarebbe venire a conoscere che la vittoria sia stata stabilita a tavolino, così come, si dice, la partecipazione della stessa Cristina a The Voice.

L’epilogo del programma
Rai potrà di certo intensificare la mercificazione del prodotto musicale, facendo tirare, per un momento, un sospiro di sollievo alle case discografiche, ma non ha dato sostegno alla credibilità del programma Rai: il pubblico di The Voice, infatti, sui social media, ha avuto più volte modo di esternare il proprio scetticismo sulle dinamiche del “talent” e, addirittura, sullo stesso televoto, che, a quanto pare, spesso, non andava a buon fine.

Davvero una scelta buona quella di far vincere Suor Cristina?

No. È una scelta preoccupante per la produzione discografica italiana, la quale dimostra di non riuscire a volare in alto e di guardare solo al passato, ai primi anni ’90, a quel lontano 1992, che ha visto nascere il fenomeno cinematografico di Sister Act.
Si tocca ancora una volta con mano la paura della musica italiana di fare un salto nel buio ed il bisogno di chiudersi su se stessa e di omaggiare i grandi del passato, usando formule stereotipate già note.
Non dobbiamo dimenticare che siamo il Paese delle stranianti “Tribute band”, il Paese, che fa perdere l’identità musicale agli artisti.

Tralasciando il valore della nobile missione religiosa e sociale della suora e la qualità canora della cantante, la formula Sister Ax, chiediamoci, potrà davvero durare a lungo, vista la facilità del pubblico a stancarsi?

Perché, invece, non dare la possibilità di emergere a chi, davvero, ha tutte le carte in regola per fare della musica un vero lavoro?

Quando abbiamo visto chiudere il sipario per Gianna Chillà, Kavour, Daria Biancardi, Giuseppe Maggioni, Dylan Magon, Stefano Corona, Giacomo Voli, artisti di spessore, che sanno davvero far vibrare il palco e mandare in delirio la platea, abbiamo capito che, quest’anno, la trasmissione di Rai Due avrebbe mirato più al personaggio che alla voce.

Ma ora, a luci spente, cosa faranno gli artisti eliminati?

Il TwitMix Project non li abbandonerà perché, come sapete, è un inno continuo alla freschezza, alla qualità, alla novità dell’arte emergente!

STAYTWEETTUNED

© 2014, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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