Amedeo Minghi, cantautore epico, nuovo Orfeo. Intervista intensa ed intima su Suoni tra Ieri e Domani

Amedeo Minghi, cantautore epico, nuovo Orfeo. Intervista intensa ed intima su Suoni tra Ieri e Domani

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Tuesday, 30 December 2014
Interviste

Siamo orgogliosi di ospitare sul TwitMix Project, lo straordinario cantautore Amedeo Minghi, che abbiamo incontrato per un’intervista esclusiva sul suo nuovo progetto discografico ed editoriale “Suoni tra Ieri e Domani”

Buongiorno, Maestro Minghi, le do il benvenuto da parte di tutto lo staff del portale musicale e WebRadio TwitMix Project, siamo orgogliosi di ospitarla oggi.
Il 30 ottobre scorso, è stato ospitato nel tempio della cultura di Roma, l’Università degli Studi “La Sapienza”, in occasione dell’incontro “Quando la melodia è comunicazione”. Come è nato il contatto con gli universitari?

Il progetto, che mi ha visto alle prese con gli universitari nell’incontro “Quando la melodia è comunicazione” avrà un seguito. Abbiamo registrato tutto, sarà realizzato un documentario. I ragazzi sono molto bravi, la nostra collaborazione è nata spontaneamente. Una volta realizzato il video di “Io Non Ti Lascerò Mai” è nato il nostro progetto. Il video, che è stato presentato proprio durante quell’incontro, è davvero un bellissimo lavoro. Gli artisti si rendono conto solo dopo di cosa hanno combinato, a volte, però, non se ne rendono conto mai (ride). La canzone è stata ascoltata dal regista Vitiello che ha buttato giù lo storyboard. I ragazzi hanno pensato di realizzare il video partendo dal testo. Vista la scelta, quale luogo migliore dell’università, custode del sapere dei testi, per presentare questo video?! Sta avendo un enorme successo e questo ci fa molto piacere, le visualizzazione su YouTube aumentano in modo esponenziale.

“Io non ti lascerò mai”, l’inedito estratto dal suo ultimo progetto editoriale e discografico “Suoni tra ieri e domani”, è un singolo davvero prezioso e coinvolgente. La musica avvolgente e la sua voce abbracciano il cuore dell’ascoltatore. Il pezzo intenso, che canta l’eternità dell’amore, viene impreziosito dal video suggestivo, realizzato da Vitiello, che la vede nelle vesti metaforiche di Orfeo…

Esattamente. La figura di Orfeo, purtroppo, mi è molto vicina, a causa della mia tragedia privata. Vesto i panni del mito di Orfeo ed Euridice in maniera molto naturale. Nel video il protagonista prende, a mano a mano, attraverso simboli, coscienza del lutto.

Cosa l’ha spinta ad inserire questo nuovissimo inedito all’interno della sua ultima release editoriale e discografica “Suoni tra ieri e domani”?

Questa canzone c’era già prima della mia tragedia, ci sono canzoni che non ti lasciano mai. È un pezzo che amo tantissimo. In questa commistione di canzoni di “Suoni tra ieri e domani”, che avevo affidato, in passato, ad altri interpreti, un inedito andava benissimo: l’album parla del mio passato di autore e “Io non ti lascerò mai” rappresenta il mio futuro artistico.

Il suo ultimo progetto editoriale e discografico “Suoni tra ieri e domani” è stato registrato nel teatro Ghione, come mai ha fatto questa scelta? Qual è il pubblico a cui vuole indirizzare il suo ultimo lavoro?

Un pubblico accorto, esigente ed intimo. Quando lo abbiamo registrato sono stato colpito dall’intimità e dal calore, che si erano creati all’interno del teatro. Sembrava di essere tra amici.

Nel packaging cartaceo, nell’introduzione si legge “Ci sono canzoni che ti richiamano, picchiettano la spalla…” Queste sono delle parole che, a mio avviso, evocano la lezione teatrale pirandelliana di “Sei Personaggi in Cerca D’Autore”. Cosa ha fatto diventare le 10 canzoni, che oggi vediamo in “Suoni tra ieri e domani” autoreferenti e cosa le ha spinte, secondo lei, ad andare alla ricerca del loro originario autore?

Le canzoni sono come quelle persone, che vogliono tornare, dopo lunghi giri, al loro luogo di origine. Prendiamole un po’ così dal punto di vista filosofico-ironico, anche perché quello che ho appena detto non si distanzia molto dalla realtà. Quando le abbiamo portate in studio, ci siamo accorti che queste canzoni avevano ritrovato il loro vero spirito originario.

Ascoltare “Suoni tra ieri e domani” significa viaggiare all’interno della storia dello spettacolo e della musica italiana dagli anni ’70 ai 2000. Siamo nel 2014, ha nostalgia della “generazione dei cantautori”? C’è qualche artista contemporaneo italiano che la interessa particolarmente?

Ho nostalgia di quel modo di fare il cantautore, che io, invece, ho conservato, pagando, ovviamente, qualche costo alto. Oggi si pensa molto di più ad essere radiofonici piuttosto che a fare canzoni che abbiano una loro valenza artistica ed autonomia. L’immediatezza radiofonica non è sempre indice di qualità. I giovani purtroppo pensano che la musica sia quella che mandano in radio. Dovrebbero ascoltare il lavoro di noi cantautori per innamorarsi dell’arte musicale. Endrigo, Bindi, Modugno hanno scritto canzoni che sono rimaste per sempre, che sono diventate ricordi della gente comune. È proprio questo che dovrebbe fare il cantautore, creare delle canzoni che diventano amiche delle persone. Purtroppo la vita delle canzoni radiofoniche di oggi ha vita breve.

Il suo progetto editoriale è ricco di aneddoti, di ricordi del passato. Qual è quello che le fa più simpatia?

Mi fa molta simpatia la canzone “Firenze piccoli particolari”, che considero un gioiellino, fresco, che racconta la storia di due giovani che si innamorano in una sola notte. È una canzone che ha sofferto parecchio, perché l’interprete, purtroppo, non era adatta a cantarla (non per mancanza di talento, ovviamente). Quando la canto mi trasmette serenità, questo panorama su Firenze, poi, non guasta.

Si sente responsabile dei cambiamenti significativi nella vita di artisti come Mietta, Rita Pavone, Califano, Katia Ricciarelli?

Assolutamente sì. In quasi tutti c’è il mio zampino. Califano inizia la sua carriera di cantautore grazie a me. Ricciarelli, che, negli anni ’80, era la numero uno delle voci verdiane, ha cantato con me per la prima volta una canzone pop.

Elemento comune a diverse canzoni di “Suoni tra ieri e domani” è il “Festival di Sanremo”. Quale momento dei suoi Festival ricorda con più affetto? Cosa rappresenta per lei, oggi, Sanremo?

Il Festival in cui ho presentato “1950”. Una canzone che è stata massacrata, non capita subito. Arrivammo ultimi io con “1950” e Vasco Rossi con “Vita Spericolata”. Ha avuto, purtroppo, una gestazione lunghissima, prima di arrivare a quello che è oggi.

Il suo ultimo lavoro sembra svolgere le funzione di “ponte” tra passato e futuro. Cosa dobbiamo aspettarci, quindi, per il suo domani artistico?È una domanda che mi pongo anche io. “Io non ti lascerò mai” ha portato una svolta. Sono due i brani fondamentali del mio percorso artistico, “L’immenso”, che, nel 1976, mi diede la patente di cantautore ed ebbe successo all’estero; mi ha dato il LA per questa dura professione, ora è il momento di “Io non ti lascerò mai”, che è venuta a dirmi qualcosa di nuovo.

Cosa pensa che manchi, oggi, alla discografia italiana rispetto a un tempo?

Il fatto che i discografici veri si stanno estinguendo. Oggi aspettano soltanto i vincitori dei Talent Show. Sono i Vincitori ad avere visibilità, non quegli artisti che arrivano ultimi, come capitò a me. Purtroppo è questa la realtà contemporanea. È completamente cambiato il rapporto cantante-discografici. Oggi gli artisti lavorano da soli, non hanno appoggi validi, non possono contare, come facemmo noi, sul contatto ispirante con discografici e personaggi del settore, uno su 100.000 ce la fa, non come cantava Gianni Morandi, “1 su 1000”.

Grazie, Maestro Minghi, della bellissima chiacchierata, del tempo che ci ha concesso e, soprattutto, della magia che ha portato sulle nostre pagine web.

Ed ora non ci resta che guardare il favoloso video di “Io non ti lascerò mai”, canzone in rotazione anche sulla nostra TwitMix Radio.

Scopri di più sulla nuova release di Amedeo Minghi:

Amedeo Minghi-Suoni tra ieri e domani

“Suoni tra ieri e domani” (La Sanbiagio Produzioni srl / Terre Sommerse / Artist First – Made In etaly) è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming.
L’elegante cofanetto si compone di un cd audio, contenente l’inedito “Io non ti lascerò mai” e 10 brani scritti da Minghi e affidati in origine ad altri interpreti, e di un libretto di 64 pagine a colori, in cui viene ricordato il periodo in cui interpreti, poeti, musicisti, arrangiatori, produttori, etichette discografiche hanno fatto la storia della canzone italiana.

“Suoni tra ieri e domani”, registrato al Teatro Ghione in Roma, propone una vera e propria retrospettiva inedita e coraggiosa in cui Minghi rilegge pagine del suo passato di autore facendo affidamento sulla sua interpretazione e sulle elaborazioni pianistiche del maestro Cinzia Gangarella, ricordando aneddoti e collaborazioni importanti. Nel disco, prima di ogni canzone, sono infatti inserite le riflessioni di Amedeo, le pause, le considerazioni, i ricordi che riportano alla generazione dei cosiddetti “cantautori”.

Questa la tracklist di “Suoni tra ieri e domani” e gli interpreti originari dei brani:
“L’amore” (Mietta),
“Ti perdo e non vorrei” (Rita Pavone),
“Solo all’ultimo piano” (Gianni Morandi),
“Camminando e cantando” (Marcella Bella),
“Per noi” (Andrea Bocelli),
“Toledo” (Anna Oxa),
“Fijo mio” (I Vianella / Franco Califano),
“Ma sono solo giorni” (Mia Martini),
“Il profumo del tempo” (Katia Ricciarelli),
“Firenze piccoli particolari” (Laura Landi)
“Io non ti lascerò mai”.

Puoi acquistare la tua copia digitale direttamente qui di seguito:

© 2014, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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