Anastacia: Resurrection Tour. A Roma Boom di grinta e di umanità

Anastacia: Resurrection Tour. A Roma Boom di grinta e di umanità

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Monday, 12 January 2015
Concerti

Ieri, la sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ha ospitato una data del Resurrection Tour di Anastacia.

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I fan hanno atteso col fiato sospeso l’11 gennaio, in quanto, lo scorso 29 ottobre, il concerto romano era stato annullato per problemi alle corde vocali di Anastacia.
L’artista si è fatta perdonare, ieri, con un live strepitoso.
La tappa romana è stata aperta dai Fyre, band della rocker argentina Alejandra Burgos.
Alle 21.30, Anastacia sale sul palco, introdotta da un sound hard ed evocativo, che, come un vortice, sembrava trascinare in superficie, dalle tenebre, gli animi dei presenti.
Anastacia inaugura la serata con Left Outside Alone, brano del 2004, estratto dall’album Anastacia, caratterizzato da un Pop energico, ai confini col Rock.

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Con la seconda canzone, Staring At The Sun, Anastacia fa un salto di 10 anni, il brano, infatti, appartiene a Resurrection, ultimo lavoro discografico della cantante del 2014.
La scaletta del tour regala dei flashback intensi attraverso l’intera carriera artistica e della vita di Anastacia.
Si torna, ora, ai primi anni 2000, con l’energica ed accattivante hit Sick And Tired, dopo la quale, si apre una parentesi molto intima con Pieces Of A Dream, una delle ballads più intense della cantante, che ha dato, nel 2005, il titolo a una Greatest Hits.
Anastacia, fin dal suo primo ingresso sul palco, crea un’atmosfera molto amichevole col pubblico dell’Auditorium, il quale, per tutta la durata dello show, le ha regalato una valanga continua di “I Love You”.
Anastacia è una delle poche cantanti internazionali a voler instaurare un contatto fisico ed umano coi suoi fans: quando la si vede sul palco, dà l’impressione di essere un’amica tra tanti amici. Non è una semplice performer: tra una hit e un’altra fa dono della sua personalità e della sua umiltà, interagendo col pubblico, invitandolo a vivere con coraggio di sogni, di speranze e non di rimpianti.

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Il momento della riflessione intimistica col pubblico è aperto da Welcome To My Truth, altro grande successo, carico di solarità, del 2004.
La confidenza, l’empatia coi suoi fans e il pathos crescono con Heavy On My Heart (2004) e Stay (2014), canzoni che, come comunica personalmente Anastacia, sono legate alla sua guerra contro il cancro, la prima rievoca gli stati d’animo dei momenti bui della prima battaglia, la seconda, invece, è il canto della forza dell’amore di chi le è stato accanto nel momento dell’ennesima sconfitta della malattia.
Anastacia non è solo una grande artista, è una donna semplice ed umile con un grande cuore, non vuole addolorare il suo pubblico, così, improvvisamente, con la sua ironica energia, gli comunica al che è arrivato il momento del Rock’n’roll e gli regala Other Side Of Crazy, accompagnata dalle cover di Back In Black, Sweet Child Of mine, queste ultime contenute nell’album It’s a Man’s World, del 2012.
Dopo la parentesi Rock, Anastacia propone dei pezzi bellissimi, carichi di amore, coraggio e sensibilità, estratti dall’ultimo album Resurrection: Lifeline, Broken Wings, Evolution, Stupid Little Things ai quali si aggiunge Defeated, brano del 2008, facente parte dell’album Heavy Rotation.

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Il concerto volge al termine e il finale è davvero spumeggiante: l’artista propone in successione una sequenza di brani tutti proiettati verso il suo passato discografico: Paid My Dues, Freak Of Nature, One Day In Your Life, I’m Outta Love.
Anastacia è una di quelle poche artiste che non ci si stanca mai di ascoltare.
Al prossimo concerto!

Credits:

Photographer: Ernesto Notarantonio

© 2015, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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