Intervista di TwitMix Project a Guido Seregni: cantautore alla ricerca dell’innovazione

Intervista di TwitMix Project a Guido Seregni: cantautore alla ricerca dell’innovazione

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Saturday, 17 January 2015
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Twitmix Project ha intervistato il cantautore lombardo Guido Seregni: ecco cosa ci ha detto in questa speciale intervista.

 

 

Ciao Guido, per quale motivo preferisci definirti “canzonatore” piuttosto che cantautore?
La definizione di canzonatore è nata per gioco su Twitter. Quando ci si registra, si deve descrivere in poche paroline chi sei, così per non mettere le solite definizioni: artista, cantante, cantuautore… Pensando ai testi che stavo scrivendo per questo disco, che avevano come filo conduttore l’ironia feroce, lo sberleffo e l’autoironia ho pensato che canzonatore fosse la parola più adatta per descrivermi…poi è piaciuta agli amici e anche a me così l’ho tenuta, mi ci sono autodefinito ed è diventato il mio marchio di fabbrica distintivo.

 

 

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali?
Ce ne sono molti, sono onnivoro musicalmente parlando, sicuramente su tutti tutta la vecchia scuola dei cantautori storici: Guccini, De Andrè, De Gregori Jannacci, Gaber etc, ma anche di quelli più contemporanei come VascoMogol Battisti, spaziando poi dal pop al rap italiano, al punk rock e al rock internazionale e dei vecchi gruppi storici.

 

 

Quali sono gli aspetti che accomunano e differenziano i tuoi due EP: “Voglio rinascere all’incontrario” e “Non fa niente”?
Gli aspetti che li accomunano sono la spontaneità musicale e la voglia di ottenere quel risultato sonoro in quel dato momento e l’ironia che come dicevo prima mi caratterizza sempre.

Le differenze partono dal fatto che Non fa niente è l’evoluzione del precedente lavoro, infatti per la prima volta non ho curato io da solo la produzione artistica e gli arrangiamenti, ma in collaborazione coi ragazzi dell’Heaven Recording Studio di Lugano, giovani produttori che hanno saputo aiutarmi a tirar fuori esattamente quel che volevo fin dai provini, abbiamo poi lavorato in modo più professionale, partendo appunto da una pre produzione più seria e curando ogni dettaglio, altra differenza è che in questo disco hanno suonato tutti professionisti, uno su tutti Andrea Ge alla batteria, batterista dei Queenmania ma che ha suonato anche con grandissimi nomi in Italia, infine l’ultima differenza è proprio la ricerca sonora, questo disco è più ricco, ci sono tastiere e una spruzzata di programmazione elettronica che non erano minimamente presenti in “Voglio rinascere all’incontrario”, questo anche per non ripetermi e non fare sempre un disco uguale all’altro, ci si evolve e si cerca sempre di far meglio e di sperimentare anche nuove strade pur mantenendo la stessa radice.

 

 

Cosa ti ha ispirato ad utilizzare la tecnica della claymation nel video de tuo primo singolo: “Canzone d’amore particolare”? E’ molto originale!
Ti ringrazio innanzitutto! Girerò il complimento ai ragazzi della Sfiamma Production di Napoli, veri artigiani del video che costruiscono a mano tutte le scenografie ed i personaggi e li animano…

Guarda per il videoclip volevo qualcosa di particolare come particolare era appunto la canzone d’amore che proponevo, lontana cioè dai canoni della canzone d’amore all’italiana, quindi mentre pensavo a un’idea per renderlo originale mi sono imbattuto nei lavori di questi ragazzi napoletani fantastici e insieme abbiamo avuto le idee di dissacrare ironicamente le scene più famose dei filmoni romantici come Ghost, Pretty Woman, Titanic etc, e di far sbocciare amori bizzarri e irriverenti nel corso del video…lo consiglio ai lettori, sicuramente avranno modo di farsi due risate.

 

 

Cosa pensi dell’industria musicale italiana attuale? Quanto è difficile ritagliarsi un proprio spazio in un mondo di artisti così variegato?
Beh non è un mistero che la situazione attuale musicale (e non solo) italiana sia critica…in particolar modo per i cantautori o per chi fa alcuni generi, come il rock, io per sicurezza sono cantautore e faccio anche del rock quindi le ho tutte (ride).

Purtroppo è difficilissimo ritagliarsi un proprio spazio al momento, da una parte le case discografiche stanno puntando tutto sui talent così risparmiano in promozione e gestiscono  tutto quanto. Dall’altra nei locali è sempre più difficile proporre musica propria, un po’ perché i locali non pagano, o chiedono di portare gli amici…un po’ perché i posti li riempiono di più le “cover band”, anzi, ora le “tribute band” varie…a quanto pare la gente preferisce andarsi a vedere dieci volte un clone musicale che scoprire musica nuova, peccato che se andremo avanti così toccherà subirci solo musica di vent’anni fa per il resto della vita…io continuo a preferire e a seguire gli artisti originali alle loro copie e a cercare di creare qualcosa e non prendere qualcosa di già esistente per lucrarci sopra e prendere gli applausi, sono scelte…

 
In bocca al lupo per la tua carriera artistica!
Crepi il lupo! Grazie a te e a tutti i lettori, supportate la musica originale mi raccomando! :)

© 2015, Alessia Bisini. All rights reserved.

Alessia Bisini

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