Intervista a Fabrizio Venturi: il singolo “Come l’acqua sei” e il rifiuto verso la guerra

Intervista a Fabrizio Venturi: il singolo “Come l’acqua sei” e il rifiuto verso la guerra

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Thursday, 05 February 2015
Interviste

TwitMix Project ha intervistato Fabrizio Venturi in occasione dell’uscita del video del singolo “Come l’acqua sei“. Ecco cosa ci ha raccontato il cantautore toscano in questa intervista :)

 

Quando ha incominciato a scoprire il mondo della musica e quando ha capito che questa sarebbe diventata la sua professione in futuro?

Sono 35 anni che faccio questo mestiere. Ho incominciato da ragazzino, suonando prima la chitarra e poi passando al pianoforte. Ho capito che sarebbe diventata la mia professione in futuro dalla mia voglia di scrivere e mettere in musica il mio modo di vedere la vita.

 

E qual è il suo modo di vivere la vita musicalmente parlando?

Scrivo tutto ciò che provo, le sensazioni belle e quelle brutte però sono pur sempre sensazioni che appartengono alla persona stessa. Il modo migliore per esprimermi non è parlare o scrivere un libro ma è scrivere canzoni. Penso sia ciò che mi viene meglio, non so se poi mi viene meglio perché sono belle le canzoni, questo non sta a me dirlo. Sicuramente è ciò che mi viene più facile e spontaneo fare.

 

So che ha viaggiato molto nel corso della sua carriera, c’è un luogo del cuore che ispira particolarmente i suoi pezzi e di cui ha la certezza che andandoci riuscirà a comporre un buon pezzo?

Guarda, non c’è un luogo del cuore o un indirizzo. C’è sicuramente una “situazione” del cuore e per me quella è il mare. Chi segue la mia discografia sa che privilegio sempre nei miei testi la dimensione dell’acqua e che per me è un elemento fondamentale. Amo l’essere umano e dopotutto quest’ultimo è formato dal 70% d’acqua.

 

Il suo ultimo singolo “Come l’Acqua sei” è un chiaro messaggio contro tutte le guerre e le violenze perpetrate in passato ma anche attualmente. Come è nato questo pezzo?

Questo pezzo nasce dalla voglia di esprimere la mie sensazioni e di dire la mia opinione su questo evento assurdo chiamato guerra. Le guerre non dovrebbero mai esserci ma più si domina e si riduce l’ignoranza, meno guerre dovrebbero esserci. Non sono mai giustificate, specialmente attualmente, nel 2014, dove con i social media tutto ciò che viene detto dopo due secondi è fruibile da chiunque. Credo sia assolutamente inconcepibile. 

 

Il video è stato realizzato con la partecipazione delle marionette (diretto da Jonathan Famà presso il suo Teatro Burattini Ilandia 7). A cosa è dovuta questa scelta molto particolare?

Ho scelto i burattini perché le guerre sono combattute da uomini, quindi nel mio video (in cui rifiuto la guerra) non ho scelto di inserire una persona fisica, un uomo. Inoltre, contesto la divulgazione senza limiti della guerra e dei conflitti stessi: i telegiornali sembrano diventati quasi dei film borror. La sera insieme ai propri genitori ci sono anche dei bambini a tavola. Penso sia giusto informare, tuttavia c’è modo e modo di dire le cose. 

Nel mio video non utilizzo un linguaggio visuale cruento: il mio soldato non ha un elmetto in testa o un kalashnikov in mano, non è il classico stereotipo del soldato, è un soldato dai capelli lunghi. Ho scelto una chiave per portare un messaggio di amore, perché solo questo sentimento può pienamente difenderci dalla violenza. La forza che aiuta i soldati a superare i momenti più difficili, le pallottole che li sfiorano o gli passano sopra il capo altro non è che ciò che è rimasto a casa, lontano da loro: l’amore. Non sempre al loro ritorno, chi ce la fa, ritrovano le situazioni lasciate alla partenza. Allo stesso tempo, non odiano o non hanno rancori. L’emblema della canzone è che grazie anche al potere dell’amore e la speranza sono riusciti a raggiungere la propria casa.

 

Ha dato vita al progetto “Acustico in Teatro”, le piacerebbe un futuro riproporre lo stesso album ma magari con la storica partecipazione degli artisti con i quali ha avuto l’onore e il piacere di collaborare?

Ho una band storica che mi segue dagli inizi, che è parte di me. In questo brano (n.d.r. “Come l’acqua sei”) alle chitarre c’è Maurizio Solieri, storico chitarrista di Vasco Rossi. Maurizio è un caro amico, siamo molto legati musicalmente ed è per questo motivo che l’ho scelto per questo brano. Un’altro grande amico con cui ho condiviso il palco è Tony Esposito: abbiamo deciso di fare un concerto con le nostre band proponendo la nostra musica e confrontando generi differenti. 

Per il progetto “Acustico in Teatro” le mie canzoni, generalmente pop/rock, sono state riadattate in versione unplugged, con la presenza di chitarra classica, contrabbasso, pianoforte, violino, violoncello etc. Il progetto non è altro che tutte le mie canzoni rifrangiate in acustico e collocate in ambienti un po’ più “caldi” e intimi come i teatri. 

 

Lei preferisce cantare in acustico oppure su basi o con la presenza della propria band?

A me piace cantare.

 

Infine, cos’è per lei la musica in una frase?

La musica è l’abito che porta e attira l’appassionato di musica ad ascoltare una determinata canzone. La musica rende possibile dire certe cose con un altro modo e con un altra particolare attenzione. A mio avviso ci sono due tipi di musica: non c’è quella bella o brutta. C’è quella fatta bene o quella fatta male. Non sta a me giudicare, ascolto tanta musica che può piacermi o non piacermi. Tuttavia, cerco sempre di coglierne il profondo significato, poiché il testo è una componente essenziale della canzone.

© 2015, Alessia Bisini. All rights reserved.

Alessia Bisini

Alessia Bisini

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