Sanremo 2015: vince Il Pop Lirico. Il futuro musicale italiano guarda al passato.

Sanremo 2015: vince Il Pop Lirico. Il futuro musicale italiano guarda al passato.

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Sunday, 15 February 2015
News

La kermesse sanremese è terminata, a vincere l’edizione 2015 del Festival è il Volo, il trio formato dai tenorini, prodotto televisivo di Antonella Clerici.
Dopo il successo internazionale, Il Volo ha voluto riconquistare e stupire il pubblico italiano con una canzoncina d’amore e con tanta tecnica.
Sono tre bravi tenori che, però, avrebbero dovuto competere ad armi pari con tanti altri tenori, le loro magie canore erano decisamente fuori contesto. Mi spiego. Non bastano un accompagnamento pop e qualche “schitarrata” rock a rendere eticamente corretta la partecipazione di ben tre tenori a un concorso canoro, che dovrebbe essere la celebrazione della musica popolare italiana. Li avrei visti meglio in un contesto totalmente lirico.
Chi studia canto saprà che le tecniche di canto lirico e di canto pop sono completamente diverse.
Purtroppo gli italiani hanno perso il contatto con l’opera e con la musica classica in generale.
“Grande amore” è una bella canzone, non troppo orecchiabile, che, addirittura, secondo quanto si legge sul web, avrebbe una certa somiglianza con “Enola Gay” degli OMD.
Il Volo è un chiaro prodotto commerciale, che abbassa la dignità della lirica e che, per fare soldi, vuole stupire ma si traveste di Pop. Dei tre cantanti, l’unico che riesce ad adattarsi meglio alle sonorità Pop è il baritono ventenne Gianluca Ginoble.
Anche le canzoni di altri due artisti sono stati al centro dell’attenzione. Cristiano Malgioglio, fin dalla prima serata,ha bacchettato i critici musicali, che hanno scelto le canzoni in gara, ha notato che i pezzi di Chiara e di Nek assomigliano molto a brani di Pupo, dei Cure e di Ice MC. Cartellino rosso per Malgioglio: la canzone di Chiara non ha davvero niente della tristissima canzone di Pupo, “Forse”, qualche somiglianza si può notare, invece, in quella di Nek, che, nell’arrangiamento dance ricorda vagamente la hit degli anni ’90 “Think about The way”.
Al terzo posto del podio di Sanremo c’è anche Malika Ayane, voce spettacolare, ma la canzone non ha niente a che vedere con le hit che la cantante ha rilasciato in passato.
Chiara e Annnalisa avrebbero meritato di occupare posizioni più alte nella classifica finale del Festival, sono, insieme a Nek, le vincitrici morali di Sanremo 2015 e della vera musica popolare sanremese.
Altro prodotto di Caterina Caselli è Giovanni Caccamo, che, come abbiamo notato ha stravinto sulle nuove proposte, aggiudicandosi tutti i premi possibili.
Non vogliamo togliere niente a questo interessante artista, che, però, guarda ancora al passato, ma la grande esclusa da Sanremo è stata Chanty, la ventiduenne della Carosello, che è l’unica novità del carrozzone sanremese. Ha avuto solo 3.09 minuti di visibilità, sul palco dell’Ariston. Chanty, rappresentante straordinaria del Nu Soul, è il ponte verso il futuro e verso il mercato internazionale: il brano “Ritornerai” fonda su radici anglosassoni, infatti le lyrics originali sono in inglese.
Ieri sera gli ospiti stranieri ancora una volta hanno messo in evidenza il gap che ci distanzia da loro: Ed Sheeran, giovane cantautore britannico, insegna a Gianna Nannini che bisogna essere spontanei, innovativi e concentrati sul palco, perché il pubblico che ascolta ha bisogno di rispetto. Panariello continua a far ridere seguendo gli stessi schemi, Renato Zero, che ha proposto in tutte le salse, e la “satira politica” che, ormai, tutti sanno fare. Will Smith ha mostrato come un comico possa essere spontaneo senza effetti speciali.
Non c’è Festival che non lasci con l’amaro in bocca, perché Sanremo è Sanremo.

© 2015, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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