I KuTso si raccontano al TwitMix Project e presentano il loro album Musica Per Persone Sensibili

I KuTso si raccontano al TwitMix Project e presentano il loro album Musica Per Persone Sensibili

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Wednesday, 04 March 2015
Interviste

Li abbiamo conosciuti alla 65° edizione del Festival di Sanremo, si sono esibiti sul palco dell’Ariston col brano Elisa, hanno lasciato tutti senza parole con la loro solarità ed irriverenza: questi sono i KuTso (da leggersi all’inglese).
La simpaticissima band romana è uscita a febbraio col secondo album Musica per persone sensibili,
venite a scoprire cosa ci ha raccontato Matteo, la voce dei KuTso!

Ciao Matteo, siamo molto contenti di intervistare artisti originali come voi, avete fatto un bel percorso a Sanremo, come state vivendo il dopo Festival?

Ciao, siamo contenti anche noi di poter rilasciare questa intervista a voi di TwitMix. L’esperienza sanremese è stata straordinaria. Dopo il FEstival non abbiamo perso tempo, stiamo lavorando molto perché abbiamo idee chiare su cosa vogliamo e speriamo che si realizzerà tutto quanto. Sanremo è di sicuro un’ottima spinta, ma se non ti dai da fare al massimo con tutta la concetrazione e l’impegno possibile non si va avanti.

Vi aspettavate tutto questo successo?

Di sicuro non ci aspettavamo di arrivare fino in fondo. Avevamo preparato lo spettacolo nei minimi particolari, perché avevamo un’occasione sola e volevamo sfruttarla al massimo, proponendo al pubblico di Sanremo quello che i KuTso davvero sono.

Come vi siete conosciuti? Avete messo su un gruppo davvero esplosivo!

Il gruppo essiste dal 2006, anche se la lineup è cambiata diverse volte, nel corso degli anni. La formazione attuale è fatta di incontri tra musicisti della scena romana, il bassista, addirittura, ha dovuto passare un provino, abbiamo provato 20 bassisti e lui è risultato il più forte!

Chi di voi ha avuto l’idea di chiamarvi KuTso?

Sono proprio io il colpevole. KuTso era il modo che avevo di scrivere le parolacce sui banchi, quando ero a scuola. Ci piace fare le cose che non si fanno, ci piace smentire le regole, fare i guastafeste.

Molto carino e dissacrante il pezzo “Elisa”, mette in scena l’eterno contrasto tra uomo-donna, è stato coraggioso portarlo a Sanremo…

Esatto… E’ stato un pretesto per prendere in giro le tipiche canzoni d’amore sanremesi. Infatti abbiamo portato “Elisa” a Sanremo per rompere i soliti schemi. Noi non amiamo né i giri di parole, né la retorica. I nostri testi crepuscolari, mortiferi sono in contrasto con la musica solare, gioiosa. I testi sono veri, perché facciamo sul serio.

La vostra musica è ricca di contaminazioni, dall’Hard Rock passate allo Swing. Siete Geniali. In questo senso, anche se gli esiti sono ben diversi, ricordate Elio…

Sì, a noi piace spaziare, sporcare, da Gaber passiamo ai Beatles. In realtà noi veniamo dal Punk, dal Grunge anni ’90.

Alex Britti ha coprodotto il vostro album, ha suonato anche nella canzone “Spray Nasale”

Sì, ha fatto un assolo coattissimo, molto anni ’90. Con Alex, in realtà, fino al 2006, abbiamo avuto rapporti continui. Anche il nostro primo album contiene dei pezzi su cui abbiamo lavorato con lui. E’ stato bellissimo andare a Sanremo e stare con lui, condividere lo stesso palco. Specialmente io sono legato ad Alex, con mia madre andavamo a vederlo esibirsi nei locali, quando non era ancora famoso.

Il vostro primo album, nel titolo, contiene un’allusione alla decadenza…, nelle lyrics del nuovo album chiaramente manifestate la voglia di rottura col sistema. Sentite di essere la nuova avanguardia?

No. Per quanto riguarda l’allusione alla “decandenza”, è un chiaro riferimento a me, in quanto mi lamento sempre, mi piace esprimere il mio malessere anche quando gli altri non vogliono ascoltare.

Il mio voleva essere un complimento, si percepisce una voglia di rottura, di allergia al vecchio…

Assolutamente sì. Noi di carattere siamo dei polemici. Non amiamo i soliti schemi ben noti ai più

Chi sono le persone sensibili a cui alludete nel titolo del vostro nuovo album, uscito a febbraio?

La menzione alle persone sensibili è un invito ad ascoltare in profondità il nostro album. L’album, vista la nostra natura, si presta a vari livelli di ascolto: il primo contatto epidermico fa vedere l’aspetto ludico e vitale di ciò che siamo e, di riflesso, anche le nostre canzoni; poi c’è l’ascolto intimo, con le cuffie individuali, durante il quale si percepisce anche la nostra esigenza espressiva.

Siete attenti anche all’uso del lessico, recuperate delle forme auliche e disusate.

Mi piace leggere. Spessso per esprire i concetti, per spiegarli bene, sento il bisogno di ricorrere a queste forme.

Voi siete dei creativi, non lasciate niente al caso, le vostre performance sul palco hanno un gusto teatrale…

Mi piace molto quello che mi dici, perché apprezzo di più essere considerato “creativo” che “artista”.

Lo scorso anno siete stati in America e vi siete esibiti con Caparezza. Cosa portate nel cuore dell’esperienza negli USA.

E’ molto bello vedere un altro mondo, purtroppo ci siamo stati poco. Si raccontano tante storie inventate sugli americani. Le persone a Miami erano abbastanza normali. E’stata una bella esperienza perché gli americani si lasciano molto andare, si lasciano coinvolgere maggiormente, vanno ai concerti per divertirsi, spesso qui, in Italia, si va al concerto per giudicare. Noi vogliamo rivoluzionare il modo di vivere un live. Vogliamo creare un rapporto orizzontale col pubblico, vogliamo farlo giocare con noi.

Molto spesso dite che vi piace provocare, cos’è per voi la provocazione?

Per noi la provocazione è semplicemte un mezzo per raggiungere la massima sincerità reciproca.

Qual è oltre ad Alex quel cantante che ha lasciato un segno evidente nella vostra carriera?

Sicuramente Caparezza. E’ l’artista che sentiamo più vicino a noi, anche se i nostri generi musicali sono diversi. E’ una grande anima, lo vorrei come amico.

Cosa avete portato come portafortuna a Sanremo.

In realtà non avevamo portato intenzionalmente un portafortuna, poi, però, ci siamo accorti che nel nostro furgoncino avevamo il pupazzo di The Ultimate Warrior, che ci proteggeva coi suoi muscoli.

Dove possiamo vedervi live?

Tutte le date sono consultabili comodamente sul sito e sulle nostre pagine social.

Matteo, grazie mille per la tua disponibilità! In bocca al lupo per il vostro progetto KuTso e per l’imminente Tour! Alla prossima intervista!

Grazie a te al TwitMix Project! E’ stato un piacere, alla prossima!

© 2015, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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