Intervista del TwitMix Project a Marco Selvaggio, il piccolo principe degli Hang

Intervista del TwitMix Project a Marco Selvaggio, il piccolo principe degli Hang

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Sunday, 22 March 2015
Interviste

Abbiamo intervistato un artista straordinario e davvero originale, Marco Selvaggio, che è uscito con l’album “The Eternal Dreamer”, disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming, album che è stato missato e arrangiato da Toni Carbone e prodotto dalla Waterbirds Records di Nica Midulla Le Pira.

Marco Selvaggio The Eternal Dreamer Cover Album

Marco è un artista sensibile che traduce in musica il suo rapporto con la natura e con le persone. “The Eternal Dreamer” è un album etereo e sognante, la cui particolarità risiede nel preziosissimo hang, strumento idiofono svizzero suonato da Marco, e nella voce degli artisti internazionali e nazionali che hanno preso parte al progetto. Collaboratori d’eccezione del disco sono il cantautore romano Davide Combusti, in arte The Niro, la francese jazz singer Anne Ducros, il cantautore folk Daniel Martin Moore, Dan Davidson (dei Tupelo Honey), l’interprete di musical Haydn Cox, l’inglese Hazel Tratt e la danese Sidsel Ben Semmane. La produzione artistica dell’album è di Toni Carbone, storico bassista dei Denovo, mentre la parte grafica dell’intero disco è stata curata dall’illustratrice Valentina Indelicato.

Venite a scoprire cosa ci ha raccontato Marco Selvaggio in questa imperdibile intervista:

Ciao Marco, benvenuto a bordo del TwitMix Project. Complimenti per il tuo lavoro discografico, ha un’anima che viaggia a livello internazionale.

Hai ragione. Inoltre l’album è stato scritto in viaggio. Emergere in questo campo è difficile, però sono determinato e ambizioso ed amo la mia passione, quindi continuo a credere in ciò che faccio.

Suoni uno strumento affascinante, l’hang, che impreziosisce del tuo album. Come è nata la tua passione per questo strumento?

Camminavo a Roma, per strada, ascoltavo dei suoni, non avevo idea di cosa fossero, pensavo fosse musica che proveniva da un locale… Sono impazzito quando ho visto l’hang, ho subito capito che fosse uno strumento raro, lo volevo a tutti i costi, il giorno dopo, infatti, su Google, ho cercato “hang” e l’ho ordinato. Oggi ne ho 8. Nel corso degli anni ne ho acquistati, venduti diversi.

Sei autodidatta?

Ho studiato musica tradizionale africana, ho iniziato già dai tempi della scuola. Ho studiato musica House ed elettronica, ho preso lezioni di percussioni dal batterista di Lucio Dalla. Ho suonato nelle discoteche, sono l’unico a suonare l’hang su musica house. Ho inviato email un po’ in giro. Lavoro anche con DJ internazionali.

Il tuo album si intitola “The Eternal Dreamer”, chi è?

Eternal dreamer è il sognatore che è dentro di noi. Rispecchia il mio lato artistico, perché, poi, io, nella realtà, sono molto concreto, guardo sempre a terra. Per me aver creato questo album significa aver raggiunto uno degli obiettivi più importanti della mia carriera artistica ed umana. La musica per me è condivisione. L’ho composto in giro per il mondo, traducendo in musica le emozioni, le esperienze di vita, che mi capitava di vivere. Ho scritto testi e musica tranne quelli di due canzoni. Mi piace molto riascoltarlo perché oggettivamente è un album che non stanca.

La title track “Eternal dreamer” è stata cantata da Daniel Martin Moore, uno degli artisti internazionali più interessanti del momento.

Sì, Daniel è un artista pazzesco. Amo la sua voce, ma oltre a piacermi la sua timbrica, adoro proprio la canzone che ha cantato. Penso che sia la canzone perfetta. Sono sicuro che non mi capiterà di scrivere di nuovo un pezzo del genere. Ho scelto di assegnarla a lui perché era stata la voce che mi aveva colpito maggiormente.

Hai dovuto fare una selezione delle voci per il tuo album?

Sì, ho dovuto scegliere le voci più adatte alle canzoni. È stato arduo. Ho scelto artisti italiani ed internazionali. Una voce italiana che mi ha colpito molto è stata quella di The Niro, che ha partecipato lo scorso anno a Sanremo.

Cosa ti piace delle liriche dei tuoi pezzi?

Il fatto che siano molto metaforiche. Mi piace far sognare chi ascolta e soprattutto voglio lasciargli personalizzare l’esperienza evocativa dei vari pezzi…

Io nei tuo pezzi ho visto i paesaggi, un approccio naturalistico…

Hai davvero ragione. Ti confesso che, abitando a Catania, molto spesso vado a scrivere al mare, “moonlight” è stata scritta ad Aci Trezza, soffro di insonnia, quindi, a volte, di notte, esco perché trovo la mia ispirazione.

Cosa davvero affascinante. A proposito della notte, è presente anche nella cover del tuo album, che è dominata dalla presenza di stelle a spirale, che ricordano gli hang.

Sì è proprio così. Per la cover volevo omaggiare Van Gogh e il “Piccolo Principe”, per quanto riguarda le stelle, rappresentano gli Hang, se noti, sono 7, e simboleggiano gli hang che ho usato quando ho realizzato l’album. Il 7, poi, è un numero a cui tengo, perché è il giorno della mia nascita.

Marco Selvaggio chi è? Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Bohémien, sognatore, ambizioso.

Dove possiamo vederti live?

Dal 10 al 12 aprile sarò in Belgio, a un Festival di musica, arti e teatro. Per le date Italiane posso dirti che ci stiamo lavorando, di sicuro con la buona stagione porteremo in giro l’album.

Cosa ascolta Marco Selvaggio?

Amo da morire l’Indie pop, il folk, mi piace ascoltare Damien Rice, Angus & Julia Stone, William Fitzsimmons, anche quest’ultim è una delle voci più calde degli ultimi tempi.

Grazie Marco della tua disponibilità e buona fortuna per la tua carriera artistica, sono sicura che farai sognare il mondo con tuo album “Eternal Dreamer”

Grazie a voi, a presto!

Ed ora vi proponiamo il video della title track “The Eternal Dreamer””

© 2015, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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