Intervista al gruppo Almamediterranea: Sentieri di Libertà, l’album dei primi dieci anni e di riflessione sulla società

Intervista al gruppo Almamediterranea: Sentieri di Libertà, l’album dei primi dieci anni e di riflessione sulla società

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Saturday, 30 May 2015
Alternativa

Ciao, Pamela, sono 10 anni di Almamediterranea, quali sono le tappe più significative del vostro percorso artistico?

Il 2005 è stato l’anno del battesimo, avevamo inviato un inedito per un contest, che, poi ci ha catapultati a fare concerti di una portata pazzesca. Da quel momento abbiamo deciso di scrivere inediti, siamo stati tre volte al Mei fest, abbiamo vinto concorsi di musica indipendente e cantautoriale, siamo entrati in contatto con Red Ronnie, arrivare per ben due volte sul palco del Roxy Bar, a Bologna, è stato bellissimo, un sogno. Siamo stati come per magia catapultati in una dimensione dove si tocca la realtà della musica. Nel 2013 abbiamo anche avuto la fortuna di esibirci sul palco del Concertone del Primo Maggio, a Roma, abbiamo conosciuto diversi artisti, abbiamo condiviso momenti preziosi con Elio e Le Storie Tese. I due brani sono presenti su YouTube, abbiamo incitato il pubblico, durante il nostro live, ed è stato meraviglioso riceverne una risposta positiva, dalla Sardegna sono partiti tanti complimenti.

Nel 2014 siete stati a Cuba…

Esatto, questa è un’altra grande soddisfazione per noi, perché non era semplice potersi esibire lì a Cuba. Ci siamo esibiti coi Buenas Fe, abbiamo dovuto attendere molto per le autorizzazioni, era uno scambio culturale isola-isola. Da questa esperienza a Cuba derivano alcuni brani di “Sentieri di Libertà”, che sono stati, appunto, registrati registrato in parte presso gli Abdala Estudios
all’Havana (Cuba).

Cosa avete voluto introdurre nel vostro album “Sentieri di libertà”?

Abbiamo voluto sperimentare perché le sonorità sono il mezzo fondamentale per arrivare al cuore delle persone, il veicolo è il suono. Venendo da un ‘isola dove c’è sempre il sole, quello che abbiamo intorno influisce sulla creatività.

Il vostro gruppo sensibilizza e raccoglie fondi per la ricerca e lo sviluppo delle terapie alternative nel campo della medicina psichiatrica…

Proprio così. L’idea di unirci a Libera Comunità Terapeutica nasce durante una manifestazione di quattro giorni fatta di trekking e dibattiti sulla salute mentale insieme ai “guarenti”. Abbiamo registrato in quell’occasione il brano “Sentieri di libertà” (title track del cd) con un coro formato dai protagonisti di questo progetto. E’ stata per noi un’esperienza unica. Per noi è fondamentale che i nostri progetti e la nostra musica possano contribuire a sensibilizzare e dare voce a tematiche di cambiamento, di evoluzione culturale e sociale come questo meraviglioso “esperimento” sulle malattie mentali e sui suoi processi di guarigione. E’ stata una magia che solo la musica può regalare; abbiamo visto quel sentiero appartenerci perché il nostro percorso ha tracciato un’alternanza di sacrifici e soddisfazioni che oggi più che mai vogliamo condividere e dedicare a coloro che ci hanno aiutati a segnarlo

Il vostro ultimo lavoro è davvero originale ed eclettico e riflette su tematiche sociali forti. Interessante anche la “Taranta del demente”…

A noi piace giocare coi ritmi e sonorità, l’80% del lavoro viene creato dal chitarrista, Usai, poi le idee vengono composte da tutta la band, lo spunto venne da lui, arrangiai con lui, poi l’ho cantata, Nalla “Taranta del demente”, il violino è pazzo (il violinista è Francesco dei Modena City Ramblers), che poi è l’anima stessa della taranta. Su questo brano abbiamo realizzato un videoclip, di prossima uscita, registrato affinché trasmettesse la ricerca dei sentieri mentali, viaggio verso la malattia che porta alla guarigione, il video è stato registrato all’interno dei Nuraghe, abbiamo voluto inserire insieme al videomaker dei contenuti simbolici.

Attualmente siete in rotazione con Radical Chic…

Radical Chic è nata in modo giocoso e scherzoso, è uno spaccato della società di questi giorni, che affonda le radici negli anni ’60. Nel nostro pezzo torniamo indietro allo stile del look trascurato che fa chic.

Quali sono i richiami di questo stile?

stile chic retrò che fa ricordare un periodo storico in cui interagivano il borghese con gli ideali di sinistra, borghese figlio di Marx abbrutito dal capitalismo. E’ una canzone nata per essere giocosa. Vogliamo ricordare l’attenzione che si deve dare alla moda, per non farla precipitare in un percorso “finto”, qual è quello che vive attualmente. Nel video i messaggi più coscienziosi vengono messi dai cartelli che scorrono in maniera veloce, ogni persona ha scritto una frase senza imposizione.

Un brano molto forte del vostro album è Disobbedisco…

Sì un brano dal messaggio forte, in esso esprimiamo la nostra resistenza, perché ci sentiamo ancora in guerra (economica, finanziaria, interpersonale): i poteri forti non riescono altro che a frammentare la forza che viene dal basso. Il nostro denunciare alcuni problemi, il nostro disobbedire è con le mani alzate, noi parliamo, esprimiamo il nostro diritto di parola perché le generazioni passate hanno lottato per questo. Noi denunciamo nelle nostre canzoni in maniera pacifica. Esprimiamo la nostra voglia di parlare, di raccontare, di denunciare, regalando dei pensieri.

Con la canzone “Libera” entrate in empatia coi disagi che spesso, purtroppo, incontrano le donne…

“Libera” è un po’ un colloquio verso una donna, come Malena, è un nostro omaggio alla donna, alla voglia di dire al mondo “sono una donna con le mie debolezze ma con la mia forza”

Quando potremo vedervi live?

Sicuramente questa estate in Sardegna, poi a Settembre, speriamo di uscire fuori e di farci conoscere in qualche zona che non abbiamo potuto visitare.

Grazie Pamela per la tua disponibilità! Buona fortuna per il vostro ultimo album “Sentieri di Libertà”

Grazie a voi! Alla prossima

Vi lasciamo col video di “Radical Chic”

© 2015, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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