Danke, nuovo cantore dell’amore eroico contemporaneo, si racconta a TwitMix. Ecco l’intervista.

Danke, nuovo cantore dell’amore eroico contemporaneo, si racconta a TwitMix. Ecco l’intervista.

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Monday, 06 July 2015
Interviste

Ciao Danke, benvenuto a bordo del TwitMix Project. Vuoi raccontarci la storia del tuo nome d’arte?
La mia carriera è iniziata col gruppo “Fraulein Rottenmeier”, abbiamo scelto questo nome teutonico che suona aggressivo e che è in linea coi temi e le sonorità che proponiamo. Il nome Danke, invece, nasce dallo spirito di continuità linguistica con “Fraulein Rottenmeier” e vuole suonare, come suggerisce il significato tedesco del termine, come un ringraziamento. Ho deciso di non farmi identificare col mio nome di battesimo, perché non volevo che mi scambiassero per un impiegato… DANKE mi è piaciuto per il suo bel significato positivo.

Una delle più interessanti release che hai pubblicato in passato col gruppo “Fraulein Rottenmeier” è “Elettronica Maccheronica”, da cosa deriva questo titolo?
Noi non siamo partiti facendo musica elettronica, abbiamo preso strumenti senza avere un giusto orientamento musicale, l’approccio era molto giocoso, per il fatto che fosse un’elettronica grezza.

Verso quali orizzonti musicali sei orientato come DANKE?
Quello che faccio io non è proprio elettronica. Il pop degli anni 80 è una fonte di ispirazione per me e voglio legarlo alla mia visione del cantautorato. I pezzi del gruppo “Fraulein Rottenmeier” sono schizofrenici, semplici, cercano di essere un po’ aggressivi, l’atteggiamento è quello di voler stupire, di dover catturare sempre l’attenzione.
Danke, invece, è diventato grande ed ha bisogno di un approccio più serio nella composizione del testo.

Quando sarà possibile ascoltare il tuo album?
Sto ancora ultimando l’album. Voglio completarlo con pezzi meno giocosi, più impegnati (spero non impegnativi). Voglio differenziarmi dal contenuto dei “Fraulein Rottenmeier”. Ho cercato di iniziare la mia carriera da solista in modo easy, ora, come ti ho detto, ho bisogno di molto di più. Mi piace il tipo di arte che arriva dritta al cuore di tutti, non mi piace scrivere per una piccola cerchia di persone.

Quali temi affronterai all’interno del tuo upcoming album?
Il tema principale è l’amore, tema che appare scontato ma non per me, perché è la prima volta che parlo d’amore.

Che genere d’amore?
L’amore eroico, che ha l’effetto di una droga, che spinge, che dà energia, il tipo di amore che carica l’anima. Sono alla ricerca di un romanticismo retro, che, però, non si piange addosso. Voglio esprimere il lato positivo ed incoraggiante dell’amore.
C’è solo una canzone che non parla d’amore tra quelle che ci sono adesso, “come gli Abba e i Duran Duran”.

Come mai hai scelto di omaggiate proprio gli Abba e i Duran Duran nella canzone?
Perché sono due ispirazioni forti. E’ un pezzo che parla dei tempi andati, gli anni ’80, gli anni in cui ero bambino e che mi sembravano un momento idilliaco. Sembrava che le cose andassero meglio: il contatto umano era immediato, le cose erano, forse più vere. Ciò che mi piace della musica e dell’arte in generale è il rimanere nel tempo grazie alla sincerità e alla capacità di superare i confini del tempo e di lasciare un segno perenne, Abba e Duran Duran sono degli esempi perfetti.

Ti sei fatto conoscere col singolo “Albarosa”, nel quale dichiari il tuo amore per Arisa…
”Albarosa”, prodotta da Francesco Rapaccioli e da Franco Bruna, ammicca, grazie a un’idea di Francesco, al “Sei chiara come un’alba…” di “Alba Chiara”. Volevo fare una canzone spensierata come “mi sono innamorato di marina”. Nel video, invece, ho inserito l’idea di tornare alla “Belle époque”.

Quali sonorità hai inserito all’interno dell’album?
Per i suoni dell’Ep mi sono ispirato a Battisti di “Ancora tu”. Dei testi di Battisti amo la scrittura semplice, che procede per metafore, attraverso la citazione di oggetti della vita quotidiana, apparentemente insignificanti, che costruiscono la narrazione della canzone. I miei genitori lo ascoltavano tantissimo, solo dopo mi sono accorto dell’influenza che ha avuto.
Ho tenuto molto presente anche Battiato, per la ricerca sonora, specialmente i lavori degli anni ’90. La sua produzione testuale è stata rivoluzionaria nei primi anni ’80: proprio come Mogol per Battisti, utilizza in modo pop le ambientazioni della vita quotidiana.

Grazie mille della bella intervista! Alla prossima! Magari sarai nei prossimi mesi protagonista della trasmissione radio “Hot Artists” sulla nostra TwitMix Radio
Grazie mille a voi! Ne sarei davvero onorato!

Ed ora vi lasciamo alla visione del videoclip di Albarosa di Danke

© 2015, Antonella Corsetti. All rights reserved.

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