TwitMix Project intervista Antonio Pignatiello: artista poliedrico “on the road”

TwitMix Project intervista Antonio Pignatiello: artista poliedrico “on the road”

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Wednesday, 22 July 2015
Interviste

TwitMix Project ha intervistato il bravissimo Antonio Pignatiello. Il cantautore ha parlato del suo ultimo progetto “A Sud di Nessun Nord“, delle sue ispirazioni e di come si vede tra 10 anni, musicalmente parlando. Benvenuti nel mondo di Antonio Pignatiello: scrittore e cantastorie notturno dei viaggiatori in cerca di fortuna!

Cosa ti porta a definirti “scrittore ed eclettico cantastorie notturno dei viaggiatori in cerca di fortuna“?

Fui battezzato così dal mio amico fraterno e pianista Giuliano Valori, a cui questo lavoro è dedicato, e con cui abbiamo girato mezza Italia; continuava a ripetermi che oltre a cantare avrei dovuto scrivere libri e poesie. Lesse alcuni miei racconti, un paio di romanzi che ho ancora in bottega, e delle poesie, oltre naturalmente alle canzoni. Così mi disse: “Tu non sei un cantante, tu sei prima uno scrittore e poi un cantastorie che vive di notte”. Alla fine ho deciso di lasciare la sua definizione: “Scrittore ed eclettico cantastorie notturno” dal momento che prima dell’alba non facevo mai ritorno a casa. Per quel che riguarda la fortuna, spero che passandomi accanto, possa fermarsi qualche istante e stringermi la mano”.
So che hai studiato al D.A.M.S di Roma, quanto sono stati importanti i tuoi anni di formazione musicale? Ti hanno permesso di scoprire qualcosa in più su te stesso?

Ho studiato Cinema al D.A.M.S., la musica si è sempre mossa su binari paralleli. Ci si accompagna con la musica, il cinema, e tanti libri. Alla fine, per dirla con Pavese, o con le parole che fa pronunciare al suo Orfeo: “ Il mio destino non tradisce. Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo”.
Come nasce il tuo secondo disco “A Sud di Nessun Nord” e perché possiamo definirlo un disco “on the road”?

A Sud di Nessun Nord” nasce dagli incontri avvenuti lungo il cammino, incontri fatti di libri e volti e storie di persone. Non è stato registrato in uno studio di registrazione, ma in luoghi molto particolari: castelli, case di campagna, stanze “al confine del bosco” etc…
Mi interessava andare incontro alle canzoni come si va incontro al destino. Vuoi stare lì sulla strada dove nascono le storie, e sai che loro ti verranno a cercare mentre sei seduto su una panchina, in un parco, o sbucheranno da un treno in corsa, ferme sotto l’insegna al neon di un vecchio bar, oppure si faranno trovare dall’altra parte della stanza che hai preso in affitto. Alla fine controlli che il disco abbia gli stivali lucidati e i pantaloni ben stirati quando sta per uscire”.
A cosa è dovuta la scelta di “Lontano Da Qui” come primo singolo estratto dall’album?

Ho lasciato che fosse il regista a scegliere la canzone che avrebbe voluto raccontare visivamente, non ho scelto il brano con una logica legata al mercato, come accade invece nella maggior parte dei casi. D’altra parte resto legato ad una concezione della vita e della musica che continua a viaggiare sempre “in direzione ostinata e contraria”, per citare uno dei miei maestri”.

C’è un brano in particolare all’intero del disco al quale sei molto legato?

Ogni canzone ha una sua storia. Folle non ha mai mancato un appuntamento. E’ una di quelle canzoni che ama farsi trovare, pur spostandosi continuamente, come la luna: la lasci alle nove di sera, fai il tuo concerto, bevi la tua birra, e quando rientri a casa ch’è quasi mattina, sai che lei c’è anche se non la trovi più dove l’hai lasciata. Alla fine, basta girare gli occhi, ed eccola lì, splendente, vestita del suo abito più bello, dall’altra parte del cielo.

La copertina è un olio su tela inedito chiamato Sosta A Sud del pittore Alessandro Quatrale, come nasce questa collaborazione tra arte e musica?

Ho sempre amato molto i vecchi vinili anche per quel che riguarda la parte grafica. Questo disco l’ho concepito così si faceva una volta, così ci siamo parlati con Alessandro Quatrale, ed ecco che è arrivata questa bellissima Sosta a Sud.
Hai in programma un tour in giro per l’Italia nei prossimi mesi?

Ho un concerto molto speciale il 16 agosto a Lacedonia, paese a cui sono molto legato, e dove ci sono le mie radici. Sarà con evento con tantissimi musicisti e ospiti che passeranno a farmi visita. Saranno con me Gaetano Tavarone e Giovanni Buldo della Banda della Posta, Vito Ramundo (la fisarmonica più veloce del west), una parte dei musicisti che hanno suonato nel disco: Rocco Melillo, Luigi Pistillo, Gianfilippo Invincibile, Simone Fiaccavento e molti altri. Intanto vi aspetto tutti lì.
Come si vede Antonio Pignatiello tra 10 anni musicalmente parlando?

Sempre in viaggio, alla ricerca di orizzonti lontani e musiche da scoprire. Mare, stelle e luna con cui riempirsi gli occhi e strade e storie da ascoltare e riconsegnare alla vita attraverso il canto e la scrittura.

 

© 2015, Alessia Bisini. All rights reserved.

Alessia Bisini

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