TwitMix Project intervista Luca Masperone: l’album Giochi di Maschera, la tournée americana e i progetti futuri

TwitMix Project intervista Luca Masperone: l’album Giochi di Maschera, la tournée americana e i progetti futuri

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Friday, 16 October 2015
Interviste

TwitMix Project ha intervistato il giovane cantautore ligure Luca Masperone, reduce dalla pubblicazione del disco “Giochi di Maschera“, un progetto che potrebbe essere definito “pirandelliano” proprio per la presenza del tema della maschera. In quest’intervista Luca ci parla del suo album, della tournée americana svolta insieme a Emanuele Dabbono e Santo Fiorelli e prova a descriversi come musicista…buona lettura!

 

Ciao Luca!
So che hai fatto una tournée negli Stati Uniti attraverso cinque stati americani. Ovviamente sei stato a contatto con un pubblico differente rispetto a quello nostrano. Quanto è realmente differente il pubblico americano rispetto a quello italiano?

La differenza più evidente secondo me è che il pubblico italiano spesso non è molto attento nei riguardi degli artisti emergenti. Deve prima conoscerti, per darti una possibilità. A quel punto sì che ti puoi esibire e vedere se riesci a convincerlo anche dal vivo! Sono stato in tour con Emanuele Dabbono e Santo Fiorelli e posso dire che gli americani ci hanno apprezzato, ci hanno scritto delle dediche che ci hanno recapitato a fine concerto, ci hanno chiesto anche degli autografi.
Ci hanno sicuramente trattato bene perchè gli abbiamo conquistati suonando, il pubblico italiano non tende generalmente a dare molta attenzione agli artisti italiani, se prima non ha avuto modo di averne un piccolo assaggio.
Lo scorso Maggio, dopo un percorso musicale che ti ha portato a collaborare con tanti altri musicisti, hai pubblicato il disco “Giochi di Maschera“, come nasce l’album?

Giochi di Maschera” è la somma di tante influenze ed esperienze che ho fatto in passato. Ho cercato di inserire all’interno dell’album due dei miei riferimenti più importanti: il cantautorato italiano e il rock, in particolare quello inglese degli anni ’70. Il concept del disco nasce proprio dal titolo, ovvero dal fatto di utilizzare i brani per esprimere idee, punti di vista differenti, interpretare persone e personaggi. Per esempio, mi immagino l’ultima notte dal punto di vista del grande cantautore Luigi Tenco, raccontando quindi delle storie e descrivendo i miei ideali.
Quali sono le tematiche trattate principalmente nel tuo disco?

Sempre partendo dal titolo del disco, “Giochi di Maschere“, ho voluto sottolineare come in generale gli esseri umani si rapportano all’interno della società indossando delle maschere e quindi dei comportamenti standard per non apparire strani, sopra le righe e per essere conseguentemente accettati dalla società. Uno dei temi chiave dell’album quindi è la volontà di smettere di indossare queste maschere. Sicuramente un altro tema collegato con quanto ho appena detto è quello della sincerità, evidente nella traccia #4 del disco “Chi Ci Crede”, in cui una persona senza maschere si pone in rapporto con gli altri notando quali possano essere gli svantaggi dell’essere fin troppo sinceri e dire le cose che si pensano davvero. In ogni caso, in “Giochi di Maschere” c’è veramente un po’ di tutto.
C’è un brano all’interno di “Giochi di Maschere” che ti rappresenta maggiormente o al quale sei maggiormente legato?
Ti direi un po’ tutti perchè per fare questo disco sono partito da esattamente 30 brani, ridotti poi a 8. Questi 8 brani sono stati scelti perchè mi rappresentano tutti quanti. Purtroppo ho lasciato fuori dal disco quei pezzi che ho pensato mi rappresentassero di meno una volta inseriti all’interno dell’LP.

Hai in programma una tournée anche qui in Italia, dopo aver affrontato quella americana?
Si, sicuramente. Ho già cominciato a presentare l’album quando è uscito, suonando in Liguria, in Lombardia, in particolare a Cremona e provincia. In questi mesi ho suonato parecchio anche in Toscana ed Emilia Romagna. 

Un ultimissima domanda un po’ più personale: se ti dovessi descrivere in tre parole come persone o come artista, quali parole utilizzeresti?
In quanto amante della musica, mi definirei appassionato. Ironico, in riferimento ai miei testi. Per quanto riguarda invece il mio lato da musicista…(l’artista ci pensa a lungo, io gli suggerisco: “di spessore”, giustamente lui mi risponde: “di che l’hai detto tu però).

Ascoltando “Giochi di Maschere” di Luca Masperone non posso che confermare l’aggettivo da me suggerito. Si tratta di un disco che riflette al 100% Luca come artista e la sua musica può essere definita “di spessore” perchè ti cattura, ti coinvolge e se si è amanti della musica non si può non apprezzare un lavoro come quello di questo giovane cantautore ligure.

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Alessia Bisini

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